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Legge Forense

DECRETO LEGISLATIVO 17 luglio 2016, n. 136

Attuazione della direttiva 2014/67/UE del Parlamento  europeo  e  del Consiglio, del  15  maggio  2014,  concernente  l'applicazione  della direttiva 96/71/CE relativa al distacco dei lavoratori nell'ambito di una prestazione di servizi e recante modifica del regolamento (UE) n. 1024/2012 relativo alla  cooperazione  amministrativa  attraverso  il sistema di informazione  del  mercato  interno  («regolamento  IMI»).

(16G00152)

(GU n.169 del 21-7-2016)

Vigente al: 22-7-2016

Capo I

Disposizioni generali

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

Visti gli articoli 76 e 87, quinto comma, della Costituzione;

Visto l'articolo 1 della legge  9  luglio  2015,  n.  114,  recante delega al Governo  per  il  recepimento  delle  direttive  europee  e l'attuazione di altri atti dell'Unione europea - Legge di delegazione europea 2014 ed in particolare, l'allegato B;

Vista la direttiva 96/71/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 dicembre 1996, relativa al distacco dei lavoratori nell'ambito di una prestazione di servizi;

Vista  la  direttiva  2014/67/UE  del  Parlamento  europeo  e   del Consiglio, del  15  maggio  2014,  concernente  l'applicazione  della direttiva 96/71/CE relativa al distacco dei lavoratori nell'ambito di una prestazione di servizi e recante modifica del regolamento (UE) n. 1024/2012 relativo alla  cooperazione  amministrativa  attraverso  il sistema di informazione del mercato interno («regolamento IMI»);

Visto il regolamento (CE) n. 593/2008 del Parlamento europeo e  del Consiglio,  del  17  giugno  2008,  sulla  legge   applicabile   alle obbligazioni contrattuali («Roma I»);

Visto il regolamento (CE) n. 1072/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 21 ottobre 2009, che fissa norme comuni per l'accesso al mercato internazionale del trasporto  di  merci  su  strada  e  il regolamento (CE) n. 1073/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 21 ottobre 2009, che fissa norme comuni per l'accesso al  mercato internazionale dei servizi di trasporto effettuati con autobus e  che modifica il regolamento (CE) n. 561/2006;

Visto il regolamento (UE) n. 1024/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio,  del  25  ottobre   2012,   relativo   alla   cooperazione amministrativa attraverso il  sistema  di  informazione  del  mercato interno («regolamento IMI»);

Visto il decreto legislativo  25  febbraio  2000,  n.  72,  recante attuazione della  direttiva  96/71/CE  in  materia  di  distacco  dei lavoratori nell'ambito di una prestazione di servizi;

Visto il decreto legislativo 10 settembre  2003,  n.  276,  recante attuazione delle deleghe in materia  di  occupazione  e  mercato  del lavoro, di cui alla legge 14 febbraio 2003, n. 30;

Visto il  decreto  legislativo  15  giugno  2015,  n.  81,  recante disciplina  organica  dei  contratti  di  lavoro  e  revisione  della normativa in tema di mansioni, a  norma  dell'articolo  1,  comma  7, della legge 10 dicembre 2014, n. 183;

Visto il decreto legislativo 14 settembre 2015,  n.  149,  recante disposizioni  per   la   razionalizzazione   e   la   semplificazione dell’attività ispettiva in materia di lavoro e legislazione sociale, in attuazione della legge 10 dicembre 2014, n. 183;

Vista la preliminare deliberazione  del  Consiglio  dei  ministri, adottata nella riunione del 15 aprile 2016;

Acquisiti i pareri delle competenti Commissioni della  Camera  dei deputati e del Senato della Repubblica;

Vista la deliberazione del Consiglio dei ministri,  adottata  nella riunione del 14 luglio 2016;

Sulla proposta del Presidente del  Consiglio  dei  ministri  e  dei Ministri del lavoro e delle politiche sociali e della  giustizia,  di concerto con i Ministri degli  affari  esteri  e  della  cooperazione internazionale, dell'economia e delle finanze, delle infrastrutture e dei trasporti e dello sviluppo economico;

Emana

il seguente decreto legislativo:

Art. 1

Campo d'applicazione

1. Il presente decreto si applica  alle  imprese  stabilite  in  un altro Stato membro che, nell'ambito di una  prestazione  di  servizi, distaccano in Italia uno o più lavoratori  di  cui  all'articolo  2, comma  1,  lettera  d),  in  favore  di   un'altra   impresa,   anche appartenente allo stesso gruppo, o di un'altra unita' produttiva o di un altro destinatario,  a  condizione  che  durante  il  periodo  del distacco, continui a esistere un rapporto di lavoro con il lavoratore distaccato.

2. Il presente decreto si applica alle agenzie di  somministrazione di  lavoro  stabilite  in  un  altro  Stato  membro  che   distaccano lavoratori presso un'impresa utilizzatrice avente la propria  sede  o un’unità produttiva in Italia.

3.  L'autorizzazione   prevista   dall'articolo   4   del   decreto legislativo n. 276  del  2003,  non  e'  richiesta  alle  agenzie  di somministrazione di cui al comma 2 che dimostrino di operare in forza di  un  provvedimento  amministrativo  equivalente,   ove   previsto, rilasciato dall’autorità competente di un altro Stato membro.

4. Nel settore del trasporto su  strada,  il  presente  decreto  si applica anche alle ipotesi di cabotaggio  di  cui  al  capo  III  del regolamento (CE) n. 1072/2009 del 21 ottobre 2009 e  al  capo  V  del regolamento (CE) n. 1073/2009 del 21 ottobre 2009.

5. Le disposizioni di cui agli articoli  3,  4,  5,  10  e  11  del presente decreto si applicano anche alle  imprese  stabilite  in  uno Stato terzo che distaccano lavoratori in Italia ai sensi del comma 1.

6. Il presente decreto non si applica al personale navigante  delle imprese della marina mercantile.

Art. 2

Definizioni

1. Ai fini del presente decreto si intende per:

a) «autorità richiedente» l’autorità  competente  che  presenta una richiesta di assistenza, informazione, notifica o recupero di una sanzione secondo quanto previsto dal presente decreto;

b) «autorità  adita»  l’autorità  alla  quale  è  diretta  una richiesta di assistenza, informazione, notifica  o  recupero  di  una sanzione secondo quanto previsto dal presente decreto;

c)  «autorità  competente»  il  Ministero  del  lavoro  e  delle politiche sociali e l'Ispettorato nazionale del  lavoro  nonché',  ai soli fini delle disposizioni  relative  alla  procedura  di  recupero delle sanzioni amministrative di  cui  all'articolo  21,  l’autorità giudiziaria;

d) «lavoratore distaccato» il lavoratore abitualmente occupato in un altro Stato membro che, per un periodo limitato, predeterminato  o predeterminabile con riferimento ad un evento futuro e certo,  svolge il proprio lavoro in Italia;

e)  «condizioni  di  lavoro  e  di  occupazione»  le   condizioni disciplinate da disposizioni normative e dai contratti collettivi  di cui all'articolo 51 del decreto legislativo n. 81 del  2015  relative alle seguenti materie:

1) periodi massimi di lavoro e periodi minimi di riposo;

2) durata minima delle ferie annuali retribuite;

3) trattamenti retributivi minimi, compresi  quelli  maggiorati per lavoro straordinario;

4) condizione di cessione temporanea dei lavoratori;

5) salute e sicurezza nei luoghi di lavoro;

6) provvedimenti di tutela riguardo alle condizioni di lavoro e di occupazione di gestanti o puerpere, bambini e giovani;

7) parità di trattamento  fra  uomo  e  donna  nonché'  altre disposizioni in materia di non discriminazione.

Art. 3

Autenticità del distacco

1. Ai fini dell'accertamento  dell’autenticità  del  distacco  gli organi di vigilanza effettuano una valutazione complessiva  di  tutti gli elementi della fattispecie.

2.  Al  fine  di  accertare  se  l'impresa   distaccante   eserciti effettivamente attività diverse rispetto a quelle di mera gestione o amministrazione del personale dipendente  sono  valutati  i  seguenti elementi:

a) il luogo  in  cui  l'impresa  ha  la  propria  sede  legale  e amministrativa, i propri uffici, reparti o unità produttive;

b) il luogo  in  cui  l'impresa  e'  registrata  alla  Camera  di commercio, industria, artigianato e agricoltura o, ove sia  richiesto in ragione dell’attività svolta, ad un albo professionale;

c) il luogo in cui i lavoratori sono assunti e quello da cui sono distaccati;

d) la disciplina applicabile ai contratti  conclusi  dall'impresa distaccante con i suoi clienti e con i suoi lavoratori;

e) il luogo  in  cui  l'impresa  esercita  la  propria  attività economica principale e in  cui  risulta  occupato  il  suo  personale amministrativo;

f) il numero dei contratti eseguiti o l'ammontare  del  fatturato realizzato dall'impresa nello Stato membro di  stabilimento,  tenendo conto della specificità delle piccole e medie imprese e di quelle di nuova costituzione;

g) ogni altro elemento utile alla valutazione complessiva.

3. Al fine di accertare se il lavoratore è distaccato ai sensi del presente decreto sono valutati tutti gli elementi elencati al comma 2 e, altresì, i seguenti elementi:

a)  il  contenuto,  la  natura  e  le  modalità  di  svolgimento dell’attività lavorativa e la retribuzione del lavoratore;

b) la circostanza che il  lavoratore  eserciti  abitualmente,  ai sensi del regolamento (CE) n. 593/2008 (Roma I), la propria attività nello Stato membro da cui e' stato distaccato;

c) la temporaneità dell’attività lavorativa svolta in Italia;

d) la data di inizio del distacco;

e) la circostanza che il lavoratore sia tornato o si preveda  che torni a prestare la sua attività nello Stato membro da cui è  stato distaccato;

f) la circostanza  che  il  datore  di  lavoro  che  distacca  il lavoratore provveda alle spese di viaggio,  vitto  o  alloggio  e  le modalità di pagamento o rimborso;

g) eventuali periodi precedenti in cui la medesima  attività  è stata svolta dallo stesso o da un altro lavoratore distaccato;

h) l'esistenza del  certificato  relativo  alla  legislazione  di sicurezza sociale applicabile;

i) ogni altro elemento utile alla valutazione complessiva.

4. Nelle ipotesi  in  cui  il  distacco  in  favore  di  un'impresa stabilita  in  Italia  non  risulti  autentico,  il   lavoratore   è considerato a tutti gli effetti alle dipendenze del soggetto  che  ne ha utilizzato la prestazione.

5. Nelle ipotesi in cui  il  distacco  non  risulti  autentico,  il distaccante e il  soggetto  che  ha  utilizzato  la  prestazione  dei lavoratori distaccati sono  puniti  con  la  sanzione  amministrativa pecuniaria di 50  euro  per  ogni  lavoratore  occupato  e  per  ogni giornata di occupazione. In ogni caso l'ammontare della sanzione  non può essere inferiore a 5.000 euro ne' superiore a 50.000  euro.  Nei casi  in  cui  il  distacco  non  autentico  riguardi  i  minori,  il distaccante e il  soggetto  che  ha  utilizzato  la  prestazione  dei lavoratori distaccati sono puniti con la  pena  dell'arresto  fino  a diciotto mesi e con l'ammenda di 50 euro per ogni lavoratore occupato e per ogni giornata di occupazione aumentata fino al sestuplo.

Art. 4

Condizioni di lavoro e di occupazione

1. Al rapporto di lavoro tra le  imprese  di  cui  all'articolo  1, commi 1 e 4, e i  lavoratori  distaccati  si  applicano,  durante  il periodo  del  distacco,  le  medesime  condizioni  di  lavoro  e   di occupazione previste per  i  lavoratori  che  effettuano  prestazioni lavorative subordinate  analoghe  nel  luogo  in  cui  si  svolge  il distacco.

2. Le disposizioni normative e di contratto collettivo  in  materia di durata minima delle ferie  annuali  retribuite  e  di  trattamento retributivo   minimo,   compreso   quello   maggiorato   per   lavoro straordinario, non si applicano nel caso di  lavori  di  assemblaggio iniziale o  di  prima  installazione  di  un  bene,  previsti  in  un contratto  di  fornitura  di  beni,  indispensabili  per  mettere  in funzione il bene fornito ed eseguiti  dai  lavoratori  qualificati  o specializzati dell'impresa di fornitura, quando la durata dei lavori, in relazione ai quali e' stato disposto il distacco, non e' superiore a otto giorni, escluse le attivita' del settore edilizio  individuate nell'allegato A del presente decreto legislativo.

3. Alla somministrazione di lavoro si applicano le disposizioni  di cui all'articolo 35, comma 1, del decreto legislativo n. 81 del 2015.

4. Nell'ipotesi di distacco di cui all'articolo 1, comma  1,  trova applicazione il  regime  di  responsabilità  solidale  di  cui  agli articoli  1676  del  codice  civile  e  29,  comma  2,  del   decreto legislativo n. 276 del 2003  e,  per  il  caso  di  somministrazione, l'articolo 35, comma 2, del decreto legislativo n. 81 del 2015.

5. In caso di distacco nell'ambito di  un  contratto  di  trasporto trova applicazione l'articolo 83-bis, commi da 4-bis a 4-sexies,  del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con  modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133.

Art. 5

Difesa dei diritti

1. Fermo restando quanto  previsto  dall'articolo  3,  comma  4,  i lavoratori  distaccati  che  prestano  o  hanno  prestato   attività lavorativa in Italia possono far valere i diritti di cui all'articolo 4 in sede amministrativa e giudiziale.

Art. 6

Osservatorio

1. E' costituito presso il Ministero del lavoro e  delle  politiche sociali un osservatorio con compiti di monitoraggio sul distacco  dei lavoratori  finalizzato  a  garantire  una  migliore  diffusione  tra imprese e lavoratori delle informazioni sulle condizioni di lavoro  e di occupazione. Il Ministero del lavoro e delle politiche  sociali  e l'Agenzia nazionale delle  politiche  attive  del  lavoro  assicurano all'osservatorio, attraverso un'apposita  convenzione,  l'accesso  ai dati relativi, tra l'altro, al numero, alla durata  e  al  luogo  dei distacchi in Italia, all'inquadramento dei  lavoratori  distaccati  e alla  tipologia  dei  servizi  per  i  quali  avviene  il   distacco.

L'osservatorio formula proposte circa le informazioni  relative  alle condizioni  di  lavoro  e  di  occupazione  da  pubblicare  sul  sito istituzionale del Ministero del lavoro e delle politiche  sociali  ai sensi dell'articolo 7 e assume ogni altra iniziativa per la  migliore diffusione  tra  imprese  e  lavoratori  delle   informazioni   sulle condizioni di lavoro e di occupazione dei lavoratori distaccati.

2. L'osservatorio è composto da tre rappresentanti designati dalle organizzazioni  sindacali  dei   lavoratori   comparativamente   più rappresentative   a   livello   nazionale   dei    lavoratori,    tre rappresentanti    designati    dalle     organizzazioni     sindacali comparativamente più rappresentative a livello nazionale dei  datori di lavoro, due  rappresentanti  del  Ministero  del  lavoro  e  delle politiche  sociali,  di  cui  uno  con  funzione  di  presidente,  un rappresentante dell'Agenzia  nazionale  delle  politiche  attive  del lavoro, un rappresentante dell'INPS, un rappresentante  dell'Istituto di cui all'articolo 10 del decreto legislativo 14 settembre 2015,  n. 150, e un rappresentante designato dalla Presidenza del Consiglio dei ministri. Ai componenti dell'osservatorio non spetta alcun  compenso, indennità, gettone di presenza, rimborso spese o emolumento comunque denominato.

Capo II

Accesso alle informazioni e cooperazione amministrativa

Art. 7

Accesso alle informazioni

1. Tutte le informazioni relative alle condizioni di  lavoro  e  di occupazione che devono essere rispettate nelle  ipotesi  di  distacco sono pubblicate sul sito istituzionale del  Ministero  del  lavoro  e delle politiche sociali che provvede ai relativi aggiornamenti.  Esse in particolare sono relative a:

a)  condizioni  di  lavoro  e  di  occupazione   applicabili   ai lavoratori distaccati in Italia;

b) contratti collettivi applicabili ai lavoratori  distaccati  in Italia, con particolare riferimento alle tariffe minime  salariali  e ai loro elementi costitutivi, al metodo utilizzato per  calcolare  la retribuzione  dovuta  e  ai  criteri  per  la   classificazione   del personale;

c) procedure per sporgere  denuncia,  nonché'  la  disciplina  in materia di salute e sicurezza nei luoghi  di  lavoro  applicabile  ai lavoratori distaccati;

d) soggetti a cui i lavoratori e le  imprese  possono  rivolgersi per ottenere informazioni con riferimento ai diritti e agli  obblighi derivanti dalle disposizioni nazionali.

2. Tutte le informazioni di cui  al  comma  1  sono  pubblicate  in lingua italiana e inglese, in modo trasparente, chiaro e dettagliato, conformemente agli standard di  accessibilità  riferiti  anche  alle persone con disabilità e sono accessibili gratuitamente.

Art. 8

Cooperazione amministrativa

1. Al fine di realizzare un'efficace  cooperazione  amministrativa, l'Ispettorato nazionale  del  lavoro  risponde  tempestivamente  alle motivate richieste di informazione  delle  autorità  richiedenti  ed esegue i controlli e le ispezioni ivi comprese le indagini  sui  casi di inadempienza o violazione della normativa applicabile al  distacco dei lavoratori.

2. Le richieste  comprendono  anche  le  informazioni  relative  al possibile recupero di una sanzione amministrativa, o alla notifica di un provvedimento amministrativo o giudiziario che la irroga e possono includere l'invio di documenti  e  informazioni  circa  la  legalità dello stabilimento e la buona condotta del prestatore di servizi.

3. Al fine di consentire all’autorità competente  di  fornire  una risposta alle richieste di cui ai commi 1 e 2,  i  destinatari  della prestazione di servizi stabiliti in Italia comunicano all'Ispettorato nazionale del lavoro le informazioni necessarie.

4. Lo scambio delle informazioni  avviene  tramite  il  sistema  di informazione  del  mercato  interno,  di  seguito  IMI,  o  per   via telematica nel rispetto dei seguenti termini:

a) entro e non oltre due giorni lavorativi dalla ricezione  della richiesta nei  casi  urgenti,  che  richiedano  la  consultazione  di registri. Le ragioni di urgenza  sono  espressamente  indicate  nella richiesta unitamente agli elementi idonei a comprovarla;

b) entro  il  termine  di  venticinque  giorni  lavorativi  dalla ricezione della richiesta in tutti gli altri casi.

5. L'Ispettorato nazionale del lavoro può applicare gli accordi  e le intese bilaterali relativi  alla  cooperazione  amministrativa  al fine  di  accertare  e  monitorare  le  condizioni   applicabili   ai lavoratori  distaccati,  fermo  restando   l'utilizzo,   per   quanto possibile, di IMI, per lo scambio delle informazioni.

6. Nel caso in cui vi siano obiettive difficoltà a rispondere alla richiesta di informazioni o ad eseguire i controlli  e  le  ispezioni nei termini espressamente  previsti  nella  richiesta,  l'Ispettorato nazionale   del   lavoro   ne   fornisce   tempestiva   comunicazione all’autorità richiedente al fine di individuare una soluzione.

7.  Nel  caso  in  cui  l’autorità  competente  ravvisi  casi   di irregolarità,  si  attiva   senza   ritardo   affinché'   tutte   le informazioni pertinenti siano trasmesse tramite IMI allo Stato membro interessato.

8. La richiesta di informazioni non  è  ostativa  all'adozione  di misure atte a prevenire possibili violazioni delle  disposizioni  del presente decreto.

9. La cooperazione amministrativa e l'assistenza reciproca  con  le autorità competenti  di  altri  Stati  membri  è  svolta  a  titolo gratuito. Le informazioni sono utilizzate esclusivamente in relazione alle richieste cui si riferiscono.

Art. 9

Misure di accompagnamento

1. Nell'ambito delle iniziative adottate dalla Commissione europea, lo  Stato  italiano  adotta  le  misure  necessarie   a   sviluppare, facilitare e promuovere gli scambi di  personale  responsabile  della cooperazione  amministrativa  e  dell'assistenza  reciproca,  nonché  della vigilanza sul rispetto della normativa vigente, con  gli  altri Stati membri.

Capo III

Obblighi e sanzioni

Art. 10

Obblighi amministrativi

1. L'impresa che distacca lavoratori  in  Italia  ha  l'obbligo  di comunicare il distacco al Ministero  del  lavoro  e  delle  politiche sociali entro le ore ventiquattro del giorno antecedente l'inizio del distacco e di comunicare  tutte  le  successive  modificazioni  entro cinque giorni. La comunicazione preventiva di distacco deve contenere le seguenti informazioni:

a) dati identificativi dell'impresa distaccante;

b) numero e generalità dei lavoratori distaccati;

c) data di inizio, di fine e durata del distacco;

d) luogo di svolgimento della prestazione di servizi;

e) dati identificativi del soggetto distaccatario;

f) tipologia dei servizi;

g) generalità e domicilio eletto del referente di cui  al  comma 3, lettera b);

h) generalità del referente di cui al comma 4;

i)  numero  del  provvedimento  di  autorizzazione  all'esercizio dell’attività  di  somministrazione,  in  caso  di  somministrazione transnazionale ove l'autorizzazione  sia  richiesta  dalla  normativa dello Stato di stabilimento.

2. Con decreto del Ministero del lavoro e delle  politiche  sociali da emanare entro trenta giorni dalla data di entrata  in  vigore  del presente decreto sono definite le modalità delle comunicazioni.

3. Durante il periodo del distacco e fino  a  due  anni  dalla  sua cessazione, l'impresa distaccante ha l'obbligo di:

a) conservare,  predisponendone  copia  in  lingua  italiana,  il contratto di lavoro o altro documento contenente le  informazioni  di cui agli articoli 1 e 2 del decreto legislativo 26  maggio  1997,  n. 152, i prospetti paga, i prospetti che indicano l'inizio, la  fine  e la  durata  dell'orario  di  lavoro  giornaliero,  la  documentazione comprovante  il  pagamento   delle   retribuzioni   o   i   documenti equivalenti, la comunicazione pubblica di instaurazione del  rapporto di lavoro o documentazione equivalente e il certificato relativo alla legislazione di sicurezza sociale applicabile;

b) designare un referente  elettivamente  domiciliato  in  Italia incaricato di inviare e ricevere atti e  documenti.  In  difetto,  la sede dell'impresa distaccante si considera  il  luogo  dove  ha  sede legale o risiede il destinatario della prestazione di servizi.

4. L'impresa che distacca lavoratori ai sensi del presente  decreto ha l'obbligo di designare, per tutto  il  periodo  del  distacco,  un referente con poteri di rappresentanza per tenere i rapporti  con  le parti sociali interessate a promuovere la negoziazione collettiva  di secondo livello con  obbligo  di  rendersi  disponibile  in  caso  di richiesta motivata delle parti sociali.

Art. 11

Ispezioni

1.  L'Ispettorato  nazionale  del  lavoro  pianifica  ed   effettua accertamenti  ispettivi  volti  a   verificare   l'osservanza   delle disposizioni del presente decreto,  nel  rispetto  del  principio  di proporzionalità e non  discriminazione  e  secondo  le  disposizioni vigenti in materia di cooperazione amministrativa con gli altri Stati membri dell'Unione europea.

Art. 12

Sanzioni

1.  La  violazione  degli  obblighi   di   comunicazione   di   cui all'articolo 10, comma 1, è punita con  la  sanzione  amministrativa pecuniaria da 150 a 500 euro, per ogni lavoratore interessato.

2. La violazione degli obblighi di cui all'articolo  10,  comma  3, lettera a), è punita con la sanzione  amministrativa  pecuniaria  da 500 a 3.000 euro per ogni lavoratore interessato.

3. La violazione degli obblighi di cui all'articolo  10,  commi  3, lettera b), e 4, è punita con la sanzione amministrativa  pecuniaria da 2.000 a 6.000 euro.

4. In ogni caso, le sanzioni di cui ai commi  1  e  2  non  possono essere superiori a 150.000 euro.

Capo IV

Esecuzione delle sanzioni amministrative

Sezione I

Disposizioni generali

Art. 13

Ambito di applicazione

1. I  principi  dell'assistenza  e  del  riconoscimento  reciproci,  nonché' le misure e le procedure di cui al presente capo si applicano all'esecuzione   transnazionale   delle    sanzioni    amministrative pecuniarie irrogate alle imprese che distaccano uno o più lavoratori ai sensi dell'articolo 1.

2. Le disposizioni del presente capo  si  applicano  alle  sanzioni amministrative  pecuniarie,  inclusi  gli  interessi,  le  spese   ed eventuali  somme   accessorie   irrogate   o   confermate   in   sede amministrativa o giudiziaria, relative alla mancata osservanza  delle disposizioni del presente decreto.

3. Ai fini di cui al comma 1, trovano applicazione le  disposizioni del presente capo e non si applica la disciplina di cui alla legge 21 marzo 1983, n. 149, sulla  notifica  e  l'ottenimento  all'estero  di documenti, informazioni e prove in materia amministrativa.

Sezione II

Richiesta di notifica e di recupero ad altri Stati membri

Art. 14

Competenza

1.  La  competenza  a  trasmettere  la  richiesta  di  notifica  di provvedimenti amministrativi o giudiziari o la richiesta di  recupero di una  sanzione  amministrativa  pecuniaria  spetta  all'Ispettorato nazionale del lavoro.

2. La richiesta e' trasmessa all’autorità competente  dello  Stato membro nel quale la persona risiede o ha il proprio domicilio  o,  se persona giuridica, ha la propria sede legale. In caso di richiesta di recupero, qualora la persona fisica o giuridica non disponga di  beni nello Stato membro di cui al primo periodo, la richiesta è trasmessa all’autorità competente dello Stato nel quale la persona dispone  di beni o di un reddito.

Art. 15

Condizioni per la trasmissione

1. La richiesta di notifica di  un  provvedimento  che  irroga  una sanzione  amministrativa  pecuniaria  e  di  ogni   altro   documento pertinente e la richiesta di recupero sono effettuate in presenza dei seguenti presupposti:

a) quando non sia possibile procedere alla notifica o al recupero applicando le disposizioni e le procedure  previste  dall'ordinamento interno;

b) quando il provvedimento amministrativo o  giudiziario  non  è soggetto a impugnazione.

2.  La  richiesta  di  cui  al  comma  1  e'  trasmessa  ai   sensi dell'articolo 16 e deve contenere i seguenti elementi:

a) le generalità, la residenza o il domicilio  del  destinatario ove diverso dalla residenza e ogni altra informazione utile alla  sua identificazione;

b) una sintetica esposizione dei fatti e delle circostanze  della violazione e la disciplina applicabile;

c) l'indicazione delle disposizioni che  consentono  l'esecuzione secondo l'ordinamento interno e ogni altra informazione o  documento, anche di natura giudiziaria, concernente la  sanzione  amministrativa pecuniaria e le eventuali impugnazioni;

d)  i  dati  identificativi   dell’autorità   amministrativa   o giudiziaria  competente  al  gravame  sulla  sanzione  amministrativa pecuniaria  e,  se  diversa,  dell’autorità  competente  a   fornire ulteriori  informazioni  sulla  sanzione  o  sulle  possibilità   di impugnazione.

3. La richiesta di cui al comma 1 indica altresì:

a) nel caso di richiesta di notifica di  un  provvedimento  o  di altro documento pertinente, lo scopo  della  notifica  e  il  termine entro il quale deve essere eseguita;

b) nel caso di richiesta di recupero, la data in cui la  sentenza o il provvedimento è divenuto esecutivo o definitivo anche a seguito di una decisione non più soggetta a  impugnazione,  una  descrizione della  natura  e   dell'ammontare   della   sanzione   amministrativa pecuniaria,   con   l'indicazione   dello   stato   della   procedura sanzionatoria nonché' delle modalità della notifica al  trasgressore e all'obbligato in solido.

Art. 16

Trasmissione ad altri Stati

1. L'Ispettorato nazionale del lavoro  provvede  alla  trasmissione del  provvedimento  amministrativo  o  giudiziario,  unitamente  alla documentazione di riferimento, nelle forme previste dall'articolo  7, paragrafo 2, del regolamento (UE) n. 1024/2012 del 25  ottobre  2012, tramite IMI all’autorità competente dell'altro Stato membro.

2. Quando ai fini del recupero nei  confronti  del  trasgressore  e dell'obbligato in solido sussiste la competenza  delle  autorità  di Stati diversi, il provvedimento che irroga la sanzione  è  trasmesso all’autorità di un solo Stato di esecuzione per volta.

3. Se  il  provvedimento  da  eseguire  è  impugnato  dall'impresa destinataria, l'Ispettorato nazionale del  lavoro  ne  informa  senza indugio l’autorità dell'altro Stato membro.

Art. 17

Effetti del riconoscimento

1. L'Ispettorato nazionale del lavoro non  è  tenuto  all'adozione dei provvedimenti necessari all'esecuzione quando  l’autorità  adita comunica di avere dato  seguito  alla  richiesta  di  recupero  delle

sanzioni amministrative pecuniarie.

2.  L'Ispettorato  nazionale  del  lavoro  procede   all'esecuzione quando:

a) l’autorità adita comunica la  mancata  esecuzione,  totale  o parziale;

b) l’autorità adita rifiuta il riconoscimento per uno dei motivi di cui all'articolo 20.

3. Se il trasgressore  prova  di  avere  provveduto  al  pagamento, totale  o  parziale,  l'Ispettorato  nazionale  del  lavoro  ne   da comunicazione all’autorità adita,  anche  ai  fini  della  deduzione dall'importo complessivo oggetto di esecuzione.

Sezione III

Richiesta di notifica e di recupero da altri Stati membri

Art. 18

Richiesta di notifica di un provvedimento o di una decisione

1. L'Ispettorato nazionale del lavoro che riceve tramite IMI da  un altro Stato membro una richiesta  di  notifica  di  un  provvedimento amministrativo o giudiziario  che  irroga  o  conferma  una  sanzione amministrativa pecuniaria nonché' di ogni altro documento pertinente,  valutata la  sussistenza  di  eventuali  motivi  di  rigetto  di  cui all'articolo 20, comma 1, provvede senza formalità, entro il termine

di trenta giorni.

2.  L'Ispettorato  nazionale  del  lavoro  comunica   tramite   IMI all’autorità richiedente gli eventuali motivi di rigetto.

3.  La  notifica  di  un  provvedimento,  effettuata   secondo   le disposizioni dell'ordinamento interno dall’autorità  adita,  ha  gli  effetti  previsti  dalla  disciplina  dell'ordinamento  dello   Stato richiedente.

Art. 19

Richiesta di recupero della sanzione

1. La competenza a decidere sulla  richiesta  di  recupero  di  una sanzione amministrativa pecuniaria spetta alla Corte di  appello  nel cui distretto risiede la persona nei confronti della quale  è    la sanzione e dispone  di  beni  o  di  un  reddito,  ovvero risiede o dimora abitualmente, ovvero, se persona  giuridica,  ha  la propria sede legale al momento della trasmissione dallo Stato  membro del provvedimento da eseguire.

2. Quando la Corte  di  appello  rileva  la  propria  incompetenza, provvede con ordinanza disponendo la  trasmissione  degli  atti  alla Corte di appello competente dandone tempestiva comunicazione, tramite  l'Ispettorato nazionale del lavoro all’autorità richiedente.

3. Il recupero della sanzione amministrativa pecuniaria, effettuato secondo le disposizioni dell'ordinamento interno dall’autorità adita ha gli effetti previsti dalla disciplina dell'ordinamento dello Stato richiedente.

Art. 20

Motivi di rigetto

1. La Corte d'appello  non  è  tenuta  a  dare  esecuzione  a  una richiesta di notifica o di recupero se la richiesta non  contiene  le informazioni di cui all'articolo 15, commi 1 e 2, e' incompleta o non corrisponde manifestamente alla relativa decisione.

2. La Corte d'appello può  rifiutare  di  dare  esecuzione  a  una richiesta di recupero nei seguenti casi:

a) le spese  e  le  risorse  necessarie  per  il  recupero  della sanzione  amministrativa  pecuniaria,  a  seguito   di   accertamento  effettuato dall’autorità adita,  risultano  sproporzionate  rispetto all'importo da recuperare;

b)  la  sanzione  pecuniaria  e'   inferiore   a   350   euro   o all'equivalente di tale importo;

c) in presenza del mancato rispetto dei diritti e delle  libertà fondamentali dei trasgressori e dei principi  giuridici  fondamentali loro applicabili, previsti dalla Costituzione.

Art. 21

Procedimento e decisione di riconoscimento

1. Quando ai fini dell'esecuzione in Italia,  la  procura  generale presso la Corte di appello riceve da un altro Stato  membro,  tramite l'Ispettorato  nazionale  del  lavoro,  la  richiesta   di   recupero corredata dal provvedimento che  irroga  la  sanzione  amministrativa pecuniaria, contenente le informazioni  di  cui  all'articolo  15  il procuratore generale presso la Corte di appello competente  ai  sensi dell'articolo 19,  fa  richiesta  di  riconoscimento  alla  Corte  di appello che provvede alla  notifica  della  richiesta  al  datore  di lavoro entro il termine di trenta giorni.

2. Il procedimento davanti alla  Corte  di  appello  si  svolge  in camera di consiglio,  nelle  forme  previste  dall'articolo  127  del codice di procedura penale, in quanto compatibili. Il presidente  del collegio fissa la data dell'udienza che viene comunicata al datore di lavoro e alle altre parti  interessate,  almeno  dieci  giorni  prima della data fissata per l'udienza, ove viene sentito anche il pubblico ministero. La Corte di appello  decide  entro  il  termine  di  venti giorni dalla data di ricevimento della richiesta trasmessa  ai  sensi del  comma  1.  Ove,  per  circostanze  eccezionali,   valutate   dal Presidente della Corte di appello, sia  impossibile  rispettare  tale termine, si provvede ad informare  l’autorità  richiedente  entro  i successivi quindici  giorni  al  fine  di  ottenere  una  proroga  di ulteriori trenta giorni per l'esecuzione.

3. Quando è pronunciata la decisione di riconoscimento,  la  Corte di appello la trasmette al procuratore generale per l'esecuzione.

4.  Avverso  la  decisione  emessa  dalla  Corte  di   appello   il procuratore generale, la persona cui e' stata irrogata la sanzione  eil  suo  difensore  possono  proporre  ricorso  per  cassazione   per violazione di legge entro dieci giorni dalla comunicazione o notifica dell'avviso di deposito. Dell'avvenuta proposizione del ricorso,  che non puo' avere  ad  oggetto  le  ragioni  poste  a  fondamento  della decisione sulle  sanzioni  amministrative  pecuniarie,  e'  informata senza indugio l’autorità richiedente.

5. Il ricorso non sospende l'esecuzione della decisione.

6.  La  Corte  di  cassazione  decide  entro  trenta  giorni  dalla ricezione degli atti, osservando le forme di cui all'articolo 127 del codice di procedura penale.  Copia  del  provvedimento  è  trasmessa all’autorità richiedente.

7. In caso di proposizione del ricorso per cassazione,  il  termine per il riconoscimento e' prorogato di trenta giorni.

8. La decisione divenuta irrevocabile e'  immediatamente  trasmessa all’autorità richiedente.

9. L'Autorita' giudiziaria adita  comunica,  nelle  forme  previste dall'articolo 7, paragrafo 2, del regolamento (UE) n.  1024/2012  del 25 ottobre 2012, tramite IMI all’autorità richiedente gli  eventuali motivi di rigetto.

10. Se il riconoscimento è negato perché' la richiesta di recupero di una sanzione amministrativa pecuniaria deve essere eseguito in  un altro  Stato,  l’autorità  giudiziaria  adita  provvede  secondo  le modalità indicate nel comma 9.

Art. 22

Sospensione del procedimento

1. Se il provvedimento da eseguire è impugnato,  la  procedura  di esecuzione  transnazionale  della  sanzione  e'  sospesa  fino   alla decisione dell’autorità competente dello Stato membro richiedente.

Art. 23

Effetti del riconoscimento

1. Quando la  Corte  di  appello  provvede  al  riconoscimento  del provvedimento che  irroga  una  sanzione  amministrativa  pecuniaria, l'esecuzione è disciplinata secondo la legge italiana.

2. Alla esecuzione provvede il procuratore generale presso la Corte di appello che ha deliberato il riconoscimento.

3. Qualora il  trasgressore  fornisca  la  prova  di  un  pagamento parziale gli importi riscossi sono dedotti  dall'importo  complessivo oggetto di esecuzione in Italia. Nel  caso  in  cui  il  trasgressore dimostri   l'integrale   pagamento   della   sanzione,    l’autorità giudiziaria sospende l'esecuzione dandone comunicazione all’autorità richiedente.

4. Le somme recuperate a seguito  dell'esecuzione  della  decisione sulle  sanzioni  pecuniarie  spettano  allo  Stato  italiano  e  sono riscosse in euro secondo le procedure previste. Le sanzioni  espresse in valuta diversa, sono convertite in euro, al  tasso  di  cambio  in vigore alla data in cui esse sono state inflitte.

Art. 24

Somme recuperate

1. Le somme recuperate in relazione  alle  sanzioni  amministrative pecuniarie di cui  al  presente  capo  spettano  al  Ministero  della giustizia.

2. L’autorità adita recupera le  somme  dovute  nella  valuta  del proprio Stato secondo le procedure previste.

Capo V

Disposizioni finali

Art. 25

Clausola di invarianza finanziaria

1. Dall'attuazione del presente decreto non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica. Le attività previste dal presente decreto sono svolte  dalle  amministrazioni  interessate nell'ambito delle  risorse  umane,  finanziarie  e  strumentali  già disponibili a legislazione vigente.

Art. 26

Abrogazioni

1. E' abrogato il decreto legislativo 25 febbraio 2000, n.72.

Art. 27

Entrata in vigore

1. Il presente decreto entra  in  vigore  il  giorno  successivo  a quello  della  sua  pubblicazione  nella  Gazzetta  Ufficiale   della Repubblica italiana.

Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sarà inserito nella  Raccolta  ufficiale  degli  atti  normativi  della  Repubblica italiana. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo osservare.

Dato a Roma, addi' 17 luglio 2016

MATTARELLA

Renzi,  Presidente  del   Consiglio  dei  ministri

Poletti,  Ministro  del  lavoro  e  delle politiche sociali

Orlando, Ministro della giustizia

Gentiloni Silveri, Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale

Padoan, Ministro  dell'economia  e  delle finanze

Delrio, Ministro delle  infrastrutture  e dei trasporti

Calenda,    Ministro    dello    sviluppo economico

Visto, il Guardasigilli: Orlando

Allegato A

 (di cui all'articolo 4, comma 2)

Le attività di cui all'articolo 4, comma  2,  comprendono  tutte quelle  del  settore  edilizio  riguardanti  la   realizzazione,   il riattamento, la manutenzione, la modifica o l'eliminazione di edifici e in particolare i lavori seguenti:

1) scavo;

2) sistemazione;

3) costruzione;

4) montaggio e smontaggio di elementi prefabbricati;

5) assetto o attrezzatura;

6) trasformazione;

7) rinnovo;

8) riparazione;

9) smantellamento;

10) demolizione;

11) manutenzione;

12) manutenzione lavori di pittura e di pulitura;

13) bonifica.

 

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